Motivazione e crescita personale

Bisogna avere sempre un buon motivo per intraprendere un’azione. E’ proprio dall’unione delle parole MOTIVO e AZIONE che deriva la parola motivazione. Per fare qualunque cosa bisogna essere motivati, altrimenti… chi ce lo fa fare?

L’acquisizione di conoscenze e di abitudini che consentono di vivere in modo più soddisfacente e sereno, traendo maggiore soddisfazione da qualsiasi ambito della propria vita, viene invece indicata come crescita personale. 

Motivazione e crescita personale sono strettamente connesse: la motivazione è infatti il veicolo che ci guida lungo la strada della crescita personale, verso gli obiettivi da raggiungere per un’esistenza più felice.

La motivazione porta dunque alla crescita personale la quale, a sua volta, conduce ai propri successi, quelli che ognuno ricerca per avere felicità nella vita.

Più si sviluppano le potenzialità umane, più si cresce interiormente.

E più si cresce, più si raggiunge la felicità.

 

TRE GIORNI PER IL AVVIARE IL CAMBIAMENTO E TRE SETTIMANE PER METTERLO IN PRATICA.

L’essere umano è abitudinario: continuiamo a fare le stesse cose, spesso senza pensarci.

Nel nostro cervello si sono infatti formate neuroconnessioni (cioè connessioni tra neuroni) che provocano una risposta automatica a uno stimolo.

Un esempio? Ti svegli la mattina e accendi la luce. Lo fai automaticamente, senza pensarci.

Cambiare un comportamento significa cambiare le neuroconnessioni e per cambiare le neuroconnessioni sono necessarie circa tre settimane. Passato questo lasso di tempo il nuovo comportamento sarà diventato un’abitudine, proprio come lo era il vecchio.

Metti quindi in conto che una volta che hai deciso di cambiare la tua vita, il cambiamento non è immediato, ma ti serviranno almeno tre settimane per acquisire le nuovi abitudini comportamentali.

Per aiutarti a decidere cosa vuoi cambiare della tua vita, ti consiglio di partecipare al corso ULISSE, tre giorni in cui si approfondiscono queste tematiche, in cui prendi coscienza di cosa deve cambiare della tua vita e acquisisci tutti gli strumenti per farlo. Per informazioni sulle prossime edizioni del corso visita la pagina http://ulisse.gerrysantorogroup.com.

 

TIENI UN DIARIO

I cambiamenti spesso sono molto lenti, per cui ti consiglio di tenere un diario. Nel diario segnerai i tuoi successi e le tue sconfitte, che arriveranno naturalmente. Ma se ad esempio hai l’abitudine di morderti le unghie e lo fai in media venti volte al giorno, nel diario scriverai di quanto, man mano, riduci questo vizio. Potrai passare a diciotto, poi a quindici, e così via.

Avendo segnato da dove sei partito e dove sei arrivato capirai quali miglioramenti hai fatto. Altrimenti, sorprendendoti con le unghie tra i denti, potresti pensare: Non riesco a smetterla, sono un fallimento! Invece stai facendo progressi. Graduali, ma costanti.

 

COS’È IL SUCCESSO?

Ciascuno ha una sua definizione di felicità e per la psicologia dello sviluppo personale, essere felici significa aver raggiunto il successo. Ma come definire precisamente “il successo”? Spesso si pensa al successo come a qualcosa di materiale, legato alla ricchezza o alla carriera. Questo è solo un aspetto del “successo”, evidentemente legato alla nostra mentalità consumistica occidentale. Ma “successo” può essere ben altro: raggiungere la serenità, l’amore, l’armonia in famiglia sono esempi di successo, che per alcuni possono essere molto più importanti di soldi e status sociale.

 

IL SUCCESSO È: RAGGIUNGERE I PROPRI OBIETTIVI

Qualunque definizione si dia al successo, rimane un punto fermo: la persona di successo è quella che riesce a raggiungere i propri obiettivi. Materiali, morali o spirituali che siano. Ma come si fa a raggiungere i propri obiettivi? Bisogna seguire una strategia precisa. Perché tutti abbiamo sogni, aspirazioni, ambizioni, ma pochi sanno come tradurli in pratica.

 

PERCHÉ FORMULARE GLI OBIETTIVI IN POSITIVO

Per capire l’importanza di formulare gli obiettivi in positivo facciamo l’esempio della guida di un’automobile. Se ti concentri sulla strada, e su dove vuoi arrivare, è probabile che ci arrivi. Se invece ti focalizzi sul non voler uscire di strada, quindi sugli ostacoli che potresti trovare, ottieni un duplice risultato negativo:

1) Abbassi la tua motivazione. E’ molto più attraente pensare a ciò che desideri piuttosto che a ciò che temi!

2) Rischi proprio di ottenere ciò che vorresti evitare. Perché la tua attenzione è concentrata su ciò che sta ai lati della strada anziché sul percorso. E’ il modo migliore e più sicuro per finire fuori strada!

Gli obiettivi vanno formulati in positivo. E’ molto meglio dire “voglio laurearmi in quattro anni” piuttosto che “non voglio finire fuori corso”. Perché per ottenere un risultato bisogna concentrarsi sul risultato stesso e non sul suo opposto. Se ti concentri su ciò che non vuoi è probabile che otterrai proprio questo. Gli obiettivi vanno preferibilmente messi per iscritto, perché verba volant, scripta manent: così li ricordi meglio.

Inoltre le parole scritte si imprimono meglio nella mente rispetto al solo semplice pensiero.

 

GLI OBIETTIVI MOTIVANTI SCONFIGGONO LA PIGRIZIA

Le persone non sono pigre, sono semplicemente prive di obiettivi motivanti che le invoglino ad agire, ad impegnarsi con gioia ed entusiasmo. Se non sei finora riuscito a mantenere fede agli impegni che ti eri prefissato, probabilmente ad un certo punto non hai trovato la meta sufficientemente motivante. Puoi però sicuramente contare innumerevoli casi in cui ti sei sacrificato volentieri per raggiungere un risultato che agognavi. Quante volte, ad esempio, non ti è pesato alzarti all’alba per andare in vacanza? Se invece devi alzarti presto per andare al lavoro, probabilmente ti pesa molto di più.

 

PRIMA IL PERCHÉ, POI IL COME

Seguendo questo ragionamento, è fondamentale avere un ottimo motivo che ci spinga verso il raggiungimento dell’obiettivo. Devi sapere perché vuoi conquistarlo. Se “il perché” non è abbastanza motivante non avrai la costanza per proseguire nel tempo. Quando invece il perché ha radici salde, quindi sei ben convinto dell’importanza di raggiungere quel determinato risultato, il come verrà di conseguenza.

In altre parole ti darai da fare per ottenere ciò che desideri, e quando ci si impegna a fondo il risultato arriva.

 

La facoltà di scelta dell’essere umano

L’uomo ha facoltà di scelta, perché è dotato di consapevolezza di sé, volontà ed è quindi libero di decidere. Pur partendo dall’assioma che ogni nostra azione viene intrapresa per cercare il piacere e fuggire il dolore, l’uomo può scegliere il tipo di piacere verso cui tendere: il piacere immediato derivante dal compiere un’azione nociva (ubriacarsi, drogarsi, fumare, mangiare cibi non sani…) oppure il piacere differito di chi si è sacrificato, e ha accettato un momentaneo dolore, per provare una gioia più grande in futuro (come l’atleta che soffre per vincere).

 

DECIDERE: COSA SIGNIFICA?

De caedere, eliminare le alternative

Il prendere una decisione è alla base di qualunque azione. Ma cosa significa veramente il verbo decidere? Sul vocabolario “decidere” significa porre fine a una questione, prendere una risoluzione. Etimologicamente viene dal latino de caedere che vuol dire “tagliare via”, cioè eliminare, con un taglio netto, ogni alternativa.

Chi decide e chi no

Chi decide davvero procede spedito verso il traguardo, lungo la strada che ha voluto intraprendere. Chi non ha veramente deciso di fare qualcosa non è risoluto. Si ferma, incespica. E’ incerto, dubbioso. Torna indietro. La sua non è una decisione: è un mero desiderio, che, probabilmente, resterà tale. Cioè cadrà nel vuoto.

O decidi tu, o lo fanno gli altri

Se non decidi tu, sarà la vita – cioè saranno gli altri, gli eventi, la casualità – a decidere per te. E’ illusorio pensare di non decidere, come spesso si fa per paura di prendere una decisione sbagliata. Se non decidi lasci che siano altri a farlo per te e non è detto che la loro decisione sia la migliore. Perché solo tu puoi decidere al meglio per te.

Come si prendono le decisioni: Decidere con cervello e cuore

Le persone di successo non accettano facilmente l’idea di tornare sui loro passi, una volta che hanno deciso oculatamente. Possono cambiare strategia, ma non la decisione. Le decisioni, soprattutto quelle più importanti, vanno prese sia intellettualmente, sia visceralmente. Con la ragione, il cuore, lo stomaco. Così ci sentiremo più vincolati e motivati ad essere loro fedeli. La visualizzazione creativa può essere di grande aiuto.

La lezione di Alessandro Magno

Si racconta che a un certo punto della sua spedizione di conquista in Asia minore, prima di una battaglia, Alessandro Magno avesse fatto bruciare le navi che lo avevano portato fin lì. I suoi soldati erano esterrefatti: come faremo a fuggire se perderemo? Alessandro rispose: “non torneremo indietro, perché ho deciso che vinceremo”. Non ammetteva alcun altro esito. E vinse.

Se non agisci non hai deciso

Se decidi di smettere di fumare non tieni il pacchetto delle sigarette in borsa: lo butti via. Altrimenti sai già che, appena ti verrà voglia, riprenderai a fumare. Se decidi di prendere la laurea telefoni all’università, o vai sul suo sito, e ti iscrivi. Se decidi di praticare sport fai l’abbonamento alla palestra. Ogni decisione parte con un’azione concreta.

Non puoi dire di avere deciso finché non hai agito.

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